Il 15 aprile 1986, le forze armate libiche del colonnello
Gheddafi
lanciarono due missili SCUD dalla
Libia,
che
caddero ad appena due km dalle coste lampedusane. Scopo di questa ritorsione fu l' attacco militare degli americani
nell'operazione "El Dorado Canyon".
Il contesto di questo episodio trova origine nel periodo compreso tra
il 1985 e il 1986 quando diversi avvenimenti generarono tensione e crisi
nelle relazioni fra i paesi di Italia, Stati Uniti e Libia.
Nel 1985 dal 7 all'11 ottobre ebbe origine la cosiddetta "Crisi di Sigonella", un complesso
caso diplomatico che rischiò di sfociare in uno scontro armato tra militari italiani e
statunitensi. Nella base di Sigonella i militari italiani
avevano impedito a quelli della Delta Force Usa di catturare i dirottatori dell'Achille Lauro
ed Abu Abbas, loro capo, che aveva mediato per conto dell'OLP e su richiesta del governo italiano
la liberazione della nave.
Nel 1986
il 24 e il 25 marzo nel golfo della Sirte si svolse un'azione bellica aero-navale degli Stati
Uniti d'America contro la Libia.
Il 14 aprile del medesimo anno, la sera precedente all'attacco libico missilistico su Lampedusa, gli Stati
Uniti d'America sferrarono tre attacchi aerei sulla Libia, al fine di assassinare il presidente
Muammar Gheddafi, nome in codice dell'Operazione fu "El Dorado Canyon", 24 aerei
bombardieri americani attaccarono la capitale libica, Tripoli, e altri 6 obiettivi,
distruggendo la residenza di Muammar Gheddafi. Fu un'operazione decisa dal
presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, in risposta all'attentato alla discoteca
'La Belle' di Berlino del 5 aprile 1986, frequentata da soldati Usa in Germania, con un bilancio
di tre morti e 250 feriti. Il presidente libico Muammar Gheddafi sfuggì alle bombe, ma tra le vittime dei
bombardamenti statunitensi vi furono Hanna Gheddafi, una delle sue figlie adottive dell' età di 15 mesi
e decine di vittime civili. Gli aerei statunitensi erano decollati dalla Gran Bretagna e dalle
portaerei USS America e USS Coral Sea, che incrociavano nel Golfo della Sirte, in quanto l' italia si era opposta al transito
dello spazio aereo.
Secondo quanto riferito dalle autorità libiche e confermato da Giulio Andreotti, l'allora presidente del consiglio italiano Bettino Craxi,
avrebbe avvisato Gheddafi dell'imminente attacco consentendogli così di salvarsi.